Rimane non obbligatoria la richiesta di parere di conformità del piano formativo individuale, all’ente bilaterale, anche con il D.Lgs. n.81/15 
 
Relativamente alle procedure per l’instaurazione di un contratto di apprendistato, il Ministero del Lavoro si è espresso con interpello n.16 del 14 giugno 2012.
 
Il quesito posto al Ministero da parte dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro riguardava l’obbligatorietà del parere di conformità richiesto dalla contrattazione collettiva in relazione al Piano formativo individuale, sfruttando la delega contenuta nell’art.2, D.Lgs. n.167/11, in base alla quale il Piano formativo individuale (PFI) può essere definito anche sulla base “di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli Enti bilaterali”. Tale disposizione ora risulta essere abrogata, sostituita dall’art.42, D.Lgs. n.81/15, con una regolamentazione sostanzialmente coincidente.
 
La risposta fornita dal Ministero del Lavoro nega l’obbligatorietà del parere di conformità (da cui deriverebbe la necessità di iscrizione all’Ente bilaterale), evidenziando i seguenti aspetti:
 
la delega contenuta nell’art.2 – identica a quella attualmente vigente, l’art.42, D.Lgs. n.81/15 – è nel segno dell’eventualità, come evidenzia il dato letterale (“…il piano formativo individuale definito anche sulla base…”): l’obbligatorietà, ad ogni modo, si scontrerebbe con la competenza del Legislatore regionale;
 
la delega contenuta nell’art.4, D.Lgs. n.167/11, specificatamente prevista per l’apprendistato professionalizzante – anche in questo caso sostituita con una disposizione di ugual contenuto, l’art.44, co.2, D.Lgs. n.81/15 – non prevede alcun ruolo autorizzativo degli Enti bilaterali. L’intervento dei contratti collettivi, di qualunque livello, si limita infatti alla “durata e modalità della formazione”.
In base a tali presupposti, la contrattazione può sì intervenire dando un ruolo procedimentale agli Enti bilaterali, ma non può essere condizione di legittimità per l’instaurazione del rapporto di apprendistato, soprattutto per i datori non iscritti alle organizzazioni datoriali stipulanti. Evidenziandone la natura di clausola obbligatoria, il Ministero del Lavoro afferma la non tassatività sia del parere di conformità che dell’iscrizione all’Ente Bilaterale, in virtù del principio/diritto di associazione sindacale negativa. Quasi a compensare l’aver reso vana la pretesa di obbligatorietà da parte degli Enti bilaterali, il Ministero, nello stesso interpello, mette in risalto la funzione positiva dei pareri di conformità, nella fase ispettiva, nella valutazione dei rapporti di apprendistato, in quanto gli ispettori devono procedere con gli accertamenti in via prioritaria sui contratti di apprendistato, il cui piano formativo non è stato analizzato dagli Enti bilaterali.
 
 
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