L’apprendistato dopo il Decreto legislativo n. 81/2015
 
Le novità contenute nel Decreto legislativo del 15 giugno 2015 n. 81 riguardano quasi interamente la prima e la terza tipologia contrattuale, ovvero “l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale” e “l’apprendistato di alta formazione e ricerca” (le tipologie fino ad oggi meno utilizzate).
 
Prima di tutto le modificazioni alla disciplina hanno previsto, con l’articolo 55. “Abrogazioni e norme transitorie”, comma 1, lettera g), l’abrogazione del testo unico approvato col decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. Mentre la nuova disciplina è contenuta al capo V, agli articoli da 39 a 45 del Decreto legislativo n. 81/2015, che disciplina in maniera organica e completa l’apprendistato.
 
Il decreto conferma le tre tipologie contrattuali previste già nel Testo Unico, mantenendo quasi inalterata la tipologia b) apprendistato professionalizzante e prevedendo numerose novità per le tipologie a) e c).
 
a) apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale
b) apprendistato professionalizzante
c) apprendistato di alta formazione e ricerca.
Qui approfondiamo la disciplina generale e la tipologia di nostro interesse, l’apprendistato professionalizzante.
 
L’articolo 41 del d.lgs. n.81/2015 definisce l’apprendistato come “contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani”.
 
L’articolo 42 del d.lgs. n.81/2015 definisce la disciplina generale comune a tutte e tre le tipologie di apprendistato. Riprendendo solo parzialmente il precedente Testo Unico.
 
Nel comma 1, viene confermato che “Il contratto di apprendistato è stipulato in forma scritta […] e contiene, in forma sintetica, il Piano Formativo Individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli Enti bilaterali […].
 
APPROFONDIMENTO: si conferma la non obbligatorietà della richiesta di parere di conformità, all’ente bilaterale, del piano formativo individuale. clicca qui
 
Il comma 2 riguarda la durata del contratto, mantenendo la durata minima non inferiore a sei mesi.
 
Al comma 3 viene precisato che “[…] durante l’apprendistato trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo […]”.
 
Il comma 4 conferma la normativa previgente, “al termine del periodo di apprendistato le parti possono recedere dal contratto, ai sensi dell’art. 2118, con preavviso decorrente dal medesimo termine. Durante il periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato. Se nessuna delle parti recede il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.”
 
Il comma 5 specifica i compiti della contrattazione collettiva nazionale. Che, “[…] Attraverso accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi nazionali di lavoro […]” è chiamata a disciplinare complessivamente l’istituto:
 
- ad eccezione di quanto indicato nei commi precedenti, ossia: piano formativo, durata minima, normativa in caso di licenziamento illegittimo, recesso del contratto. (Si sottolinea che qui il legislatore ha voluto sottratte, alla contrattazione, le su dette materie, a differenza di quanto era stato previsto dal d.lgs. n. 167/2011.);
 
-  E nel rispetto di 8 principi;
  1. a) divieto di retribuzione a cottimo;
  2. b) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto, o, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell'apprendista in misura percentuale e proporzionata all'anzianità di servizio;
  3. c) presenza di un tutore o referente aziendale;
  4. d) possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali […];
  5. e) possibilità del riconoscimento, sulla base dei risultati conseguiti nel percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualificazione professionale ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi nonché nei percorsi di istruzione degli adulti;
  6. f) registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 276 del 2003;
  7. g) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, di durata superiore a trenta giorni;
  8. h) possibilità di definire forme e modalità per la conferma in servizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato.
Il comma 6 riguarda “l'applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria.
 
Al comma 7 si parla del numero di apprendisti che si possono assumere, riportiamo uno specchietto esemplificativo:
  • Datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso tra 0 a 3 - fino a 3 apprendisti assunti
  • Datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso tra 3 e 9 - rapporto di 1 a 1 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate quindi 6 dipendenti massimo 6 apprendisti
  • Datori di lavoro con un numero di dipendenti pari o superiore a 10 - rapporto di 3 a 1 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate quindi 12 dipendenti massimo 18 apprendisti
Il comma 8 riguarda le clausole di stabilizzazione rimane confermato il precedente vincolo del 20% degli apprendisti per le sole aziende con più di 50 dipendenti, specificando “l’obbligo” di stabilizzazione per i soli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante.
 
L’articolo 44 del d.lgs. n.81/2015 definisce l’apprendistato professionalizzante, sono pochissime le novità apportate rispetto alla normativa precedente.
 
Al comma 1 si stabiliscono i criteri per l’assunzione Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali, i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni […]
 
Il comma 2 riguarda la durata. Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro […] stabiliscono […] la durata e le modalità di erogazione della formazione per l'acquisizione delle relative competenze tecnico-professionali e specialistiche, nonché la durata […] del periodo di apprendistato, che non può essere superiore a tre anni ovvero cinque per i profili professionali caratterizzanti la figura dell'artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento.”
 
Al comma 3 si conferma l’impianto normativo precedente riguardo la formazione La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro, è integrata […] dalla offerta formativa pubblica […] finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle regioni […], sentite le parti sociali e tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell'apprendista. […]
 
Il comma 4 “Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e le associazioni di categoria dei datori di lavoro possono definire, anche nell'ambito della bilateralità, le modalità per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di mestiere”.
 
Il comma 5 “Per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali, i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato.”
 
L’articolo 46 del d.lgs. n.81/2015 definisce gli standard professionali e formativi e certificazioni delle competenze, si sottolinea:
 
Al comma 2 sono definite le nuove indicazioni per quanto riguarda la registrazione della formazione. Essa dovrà avvenire secondo le indicazioni del d.lgs. n. 13/2013. Sarà di competenza dell’azienda registrare la formazione effettuata per il conseguimento della qualificazione professionale.
 
APPROFONDIMENTO: Ricordiamo a tal proposito che il Ministero del lavoro ha ritenuto che il datore di lavoro ha l’onere di tracciare la fondazione svolta, seppure in forma libera (cfr. Circ. n. 5 e 35/2013).
 
Al comma 3 si ripresenta la costituzione del repertorio delle professioni in grado di correlare standard formativi e standard professionali.
 
Il comma 4 chiude l’articolo 46 prevedendo che le competenze acquisite dall’apprendista “sono certificate dall’istituzione formativa di provenienza dello studente” secondo le modalità di cui al d.lgs. n. 13/2013. Ad una prima lettura pare che tale precetto sia destinato esclusivamente agli apprendistati di I livello.
 
L’articolo 47 del d.lgs. n.81/2015 riporta le disposizioni finali, si sottolinea:
 
Il comma 1 riguarda le sanzioni che non subiscono cambiamenti rispetto la normativa precedente “In caso di inadempimento nella erogazione della formazione a carico del datore di lavoro, […] è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento [...]. Nel caso in cui rilevi un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo […] adotta un provvedimento di disposizione, ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 124 del 2004, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere.”
 
Al comma 2 si parla ancora di sanzioni “Per la violazione della disposizione di cui all'articolo 42, comma 1, nonché per la violazione delle previsioni contrattuali collettive attuative dei principi di cui all'articolo 42, comma 5, lettere a), b) e c), il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata da 300 a 1500 euro. […].”
 
Al comma 4 è importante notare che è consentita la possibilità di assumere in apprendistato professionalizzante non solo i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità (viene data importanza la percezione dell’indennità e non più l’iscrizione nelle liste), ma anche coloro che godono di un trattamento di disoccupazione “Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. […].”
 
Il comma 5 contiene la disciplina del periodo transitorio, visto che l’articolo 55, comma 1 lettera g) dello stesso provvedimento abroga in toto il d.lgs. n. 167/2011, facendo salvo il regime transitorio di cui al medesimo comma.
 
Il comma 7I benefici contributivi in materia di previdenza e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, con esclusione dei lavoratori assunti ai sensi del comma 4 del presente articolo.”
 
Il comma 8. “I datori di lavoro che hanno sedi in più regioni o province autonome possono fare riferimento al percorso formativo della regione dove è ubicata la sede legale e possono altresì accentrare le comunicazioni […] nel servizio informatico dove è ubicata la sede legale.” 
 
 
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